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Il bambino e i sortilegi

infanzia e giovani

Coproduzione Provincia di Pisa, Movimentoinactor Teatrodanza 2008

Spettacolo particolarmente adatto ai bambini dai 6 anni in su Durata: 52’

regia e coreografia Flavia Bucciero

musica “L’enfant et les sortilèges” di M. Ravel, libretto: S.G. Colette

danzatori/interpreti Franco Corsi il bambino, Flavia Bucciero la narratrice, la madre Valeria Carrassa la sedia a dondolo, la tazza, la pastorella, il pipistrello Nina Lepore il gatto, lo scoiattolo, Cristian Ponzi la poltrona, la teiera, il pastore, l’aritmetica, l’albero, la rana, Emmanuelle Ricco l’orologio, il fuoco, la principessa, la gatta, la libellula

costumi Lucia Castellana , scenografia: Nina Lepore, realizzazione maschera: Simonetta Princivalle

I costumi e la scenografia sono realizzati con la collaborazione del Laboratorio di scenotecnica del Teatro Verdi di Pisa.

L’opera “L’enfant et les sortileges” di M. Ravel su libretto di Colette, composta dall’autore con una capacità straordinaria di entrare nell’intimo della sensibilità infantile, si può definire un capolavoro musicale. Il protagonista del racconto, un bambino svogliato e pigro, punito dalla madre per non aver fatto i compiti, resta solo fino a sera. In preda alla rabbia, rompe quaderni, libri e distrugge oggetti. Ma questi si animano e si ribellano alle tante piccole violenze che hanno dovuto subire quotidianamente. Così la poltrona e la sedia si rifiutano di farlo sedere e riposare; l’orologio non suonerà più le ore necessarie a uno scorrere ordinato del tempo; la teiera inglese e la tazza cinese, distrutte nell’impeto di ira del bambino, vorrebbero fare a pugni con lui; il fuoco minaccia di bruciarlo; il pastore e la pastorella usciti dalla carta da parato, irrimediabilmente distrutta, si dolgono di non potersi più riunire; la principessa non potrà più svegliarsi dal suo incantesimo, perché la favola è stata interrotta per sempre. Il bambino cerca dunque quiete in giardino. Pure qui trova ad attenderlo una natura ribelle: alberi, libellule, pipistrelli, rane pronti a vendicarsi delle sue violenze. Un unico piccolo atto di pietà, il bambino che medica la ferita di uno scoiattolo, basterà a cambiare tutto e a ripristinare l’armonia interrotta, fino all’abbraccio finale con la madre.

La favola di Colette sembra così muoversi fra il desiderio di distruzione delle regole ed il riconoscimento di valori essenziali, in cui alla fine potersi identificare.

Allo stesso tempo la musica di Ravel risulta talmente espressiva e ricca di sorprendenti variazioni da condurci, in maniera assolutamente naturale e passo dopo passo, verso un percorso simbolico ed iniziatico. Un universo fatto di oggetti e di elementi della natura che si ribellano, caratterizzato prima dal caos e poi da una nuova ricomposizione dell’ordine. Il gioco di identificazione con il protagonista mette in atto, in particolare in un pubblico di bambini, un processo di natura catartica e di purificazione, quasi di natura psicanalitica.

“L’enfant et les sortileges”, solitamente rappresentato come opera lirica, viene in questo caso interpretato esclusivamente attraverso la danza, linguaggio che appare particolarmente idoneo a restituircelo in tutta la sua modernità.

La regista e coreografa Flavia Bucciero ha inserito il ruolo della narratrice che è, al tempo stesso, personaggio dentro e fuori il racconto, per consentire di seguire alcune linee essenziali della narrazione.

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