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Il labirinto: calligrafia e danza

I luoghi della danza

Produzioni per la valorizzazione di spazi urbani, sociali, luoghi di interesse storico-artistico- I luoghi della danza

La compagnia Movimentoinactor rifiuta l’idea che la danza debba essere rappresentata solo in spazi teatrali o a pagamento e considerandola un bisogno essenziale dell’uomo e della donna (come era un tempo) individua, nella contemporaneità, luoghi di particolare significato sociale oppure luoghi in cui le memorie storiche e artistiche di una comunità si sono stratificate, come spazi in cui la danza dialoga con le valenze simboliche in essi contenute

I linguaggi artistici contemporanei a confronto con la cultura magrebina

In collaborazione con Studio Gennai , Regione Toscana, Provincia di Pisa, Soprintendenza ai Beni A.P.P.S.A.E di Pisa e Livorno, Museo San Matteo, Scuola Elementare Collodi

Produzione 2006- Museo Nazionale San Matteo

ESPOSIZIONE INSTALLAZIONE PERFORMANCE DI DANZA

(9-17 dicembre 2006)

Installazione Delio Gennai , performance di danza Movimentoinactor Teatrodanza Coreografia e interpretazione: Flavia Bucciero, Musica dal vivo: Giovanni Canale, Luci: Riccardo Tonelli Esposizione lavori allievi Scuola Elementare Collodi, a conclusione del laboratorio realizzato nei mesi ottobre-dicembre 2006 (coordinamento didattico Roberta Meletti) Inaugurazione : Sabato 9 dicembre 2006, ore 18, Museo Nazionale San Matteo- Pisa Durata dell’installazione e dell’esposizione 9-17 dicembre 2006

IL PROGETTO

La storia di Pisa, nel medioevo , è stata caratterizzata da intense relazioni commerciali e scambi con i paesi del Maghreb, che hanno fortemente influenzato le produzioni artistiche, nell’architettura, nell’arte decorativa, ecc… Ne sono testimonianza molti elementi stilistici e decorativi che si ritrovano nella Piazza dei Miracoli e in numerosi altri edifici medioevali pisani, così come ne è testimonianza la ricca collezione di “bacini” , conservati presso il Museo Nazionale San Matteo. Il progetto , facendo riferimento alle esperienze artistiche di Delio Gennai che si è frequentemente confrontato , nelle sue opere, con i segni della cultura magrebina presenti nel patrimonio artistico della città di Pisa, individuando una sua originale chiave di lettura, in termini contemporanei e della compagnia Movimentoinactor Teatrodanza che dalle sue origini realizza , nell’ambito della danza, una sintesi stilistica tra la gestualità delle danze del Mediterraneo (in particolare quelle dell’area nord-africana) e i principi della danza contemporanea, si è articolato in un laboratorio didattico e in un’esposizione, installazione, performance di danza realizzata presso il Museo San Matteo di Pisa.

Un evento e quattro protagonisti

Il Museo di San Matteo, le installazioni di Delio Gennai, la performance di Flavia Bucciero integrata dai suoni di Nanni Canale, i disegni dei bambini: questi i protagonisti dell’ evento. La vena intimamente lirica di Delio che da tempo sta conducendo una sorta di riscrittura poetica della propria esperienza artistica, confrontandosi – tra l’altro - con i segni della più importante tradizione culturale pisana che trasforma in aeree, vibratili tracce di emozioni e pensieri sospesi nello spazio, si è felicemente incontrata con la sensibilità, la raffinatezza culturale, la fantasia coreografica di Flavia Bucciero, da sempre attenta osservatrice e creativa interprete delle civiltà del Mediterraneo. Un felice incontro che ha già prodotto notevoli risultati. In questa occasione, i leggeri, mobili prodigi di Delio che nella combinazione di carta e garza crea trasparenti modulazioni tutte risolte in tenui e soffusi rapporti di bianco e nero, di pieno e vuoto, sono stati interpretati, come contrappunto coreografico, dalle movenze di Flavia Bucciero, vere e proprie volute disegnate nello spazio, puntualmente sottolineate e ispirate dagli evocatori suoni di Nanni Canale. Le sapienti luci che valorizzavano i trafori spaziali di Delio e il loro lieve agitarsi ai coinvolgenti passaggi di Flavia, proiettandone le mobili ombre negli spazi museali, contribuivano a creare una magica atmosfera di progressivo affrancamento dai meandri del labirinto, verso un’auspicabile comunione delle culture: la danzatrice, sciogliendosi dai grovigli corporei, si staccava con progressione dalle candide tracce di un labirinto costruito sul pavimento, per fondersi con i segni aerei delle altre installazioni; i suoi movimenti, prima contratti e frammentari, si facevano via via più flessuosi e incalzanti, in un gesto coreografico fortemente liberatorio. E il Museo di San Matteo non è stato solo il palcoscenico della performance; al contrario, ne è stato protagonista, con il rigore del suo ordinamento e l’inarrivabile qualità di alcune opere in esso esposte. Di particolare efficacia è apparso il diafano, lirico inserimento dei delicati, tremuli intagli spaziali di Delio nella bifora della stanza in cui si è svolta l’azione. L’arte medievale pisana, nel suo ruolo di crocevia di culture diverse, è stato il giusto scenario dell’installazione e della performance ed ha costituito l’ideale substrato del laboratorio che i due artisti hanno condotto con i bambini, i cui disegni dimostrano l’innegabile efficacia dell’esperienza, che potrà incamminarsi verso ulteriori positivi sviluppi se saprà collegarsi con le raffinate competenze metodologiche della Sezione Didattica del Museo. Competenze che si incontrano e che si integrano, steccati che vacillano, contaminazioni di pratiche e linguaggi diversi, tecniche e metodologie più vicine alle esigenze intellettuali ed espressive delle nuove generazioni, possono davvero diventare il fulcro di una scuola in grado di riconquistare il ruolo che le spetta all’interno di un sistema formativo sempre più complesso e articolato.

Gennaio 2007 - Ilario Luperini

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