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Generale

Coproduzione Rassegna Medarte 2008, Comune di Montopoli V.A., Provincia di Pisa, Movimentoinactor Teatrodanza con la collaborazione di Fondazione Teatro di Pisa

Regia e coreografia Flavia Bucciero

Musica originale Massimo Lauricella

Danzatori/interpreti Emmanuelle Ricco (la donna), Cristian Ponzi (l’uomo),Valeria Carrassa, Franco Corsi, Nina Lepore, Alessandra Pugliese (la banda)

Immagini video Gian Michele Bechini, Massimiliano Turini

Costumi Lucia Castellana

Disegno luci Riccardo Tonelli

Un ipotetico day after, una natura selvaggia e malata che si fa spazio tra i ruderi, tra le macerie. All’orizzonte il profilo di un vulcano che potrebbe essere il Vesuvio di Napoli, forse la causa del disastro. Un sole che non riscalda più, che non riesce a penetrare la spessa coltre di nubi. Due giovani si incontrano per caso e insieme intraprendono un cammino insieme, vagano in un paesaggio coperto di cenere. A volte, irrompono, nei loro pensieri, brevi flashback della vita di un tempo. Devono difendersi da una banda di sopravvissuti, dominati soltanto da istinti animali, disposti a tutto pur di procurarsi misere cose. La lotta per la sopravvivenza, la nascita di un amore. La speranza. Un immaginario ed ipotetico evento distruttivo, un domani che forse è già presente per alcuni aspetti nel nostro quotidiano. Da una parte solidarietà, amore, memoria, dall’altra soltanto violenza e desiderio di sopraffazione: un gioco di contrasti che riflette bene le contraddizioni della nostra epoca.

Dall’America ci giungono sempre messaggi premonitori di quella che sarà la nostra realtà europea e mediterranea in futuro ed è quello che succede nel romanzo “La strada” di Cormac McCarthy. Una banda di disperati, trasfigurazione di una società malata , personaggi in cui prevale una nuova barbarie, la dissociazione rispetto al passato e alla memoria, il mancato riconoscimento dei valori essenziali umani, il rinchiudersi nell’egoismo, il praticare la violenza e l’aggressività gratuita o per il possesso di poche e miserabili cose. Rimangono custodi delle memorie e dei sentimenti due sole figure, nel libro un padre e un figlio, nello spettacolo un uomo e una donna. Attraverso l’amore e la solidarietà che li lega, riusciranno insieme ad aprire uno spiraglio alla speranza. Anche l’ambientazione cambia, rispetto al romanzo, i due personaggi si aggirano tra macerie e rifiuti di una città mediterranea, forse Napoli. Acquisire consapevolezza di un degrado che sta corrompendo le nostre qualità morali e ambientali è l’antidoto per reagire e ricercare nuove strade. Flavia Bucciero

Il presente che si alterna alla memoria. Questa si è andata ad identificare con l’eco di musiche del passato trasfigurate, come il ricordo stesso. Un presente terrificante espresso in suoni da musica di oggi, descrittiva ed, a volte, onomatopeica. Tuttavia, la speranza che guida un cammino spirituale, rafforza i ricordi e le musiche delle tante memorie sono sempre meno contaminate e più definite nel loro aspetto originale sino a sfociare, nel finale, in una nuova realtà sonora che fonde le due componenti musicali. Appunto, una nuova possibilità. Massimo Lauricella

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